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IL MOMENTO DELL'ACCOGLIENZA
Una volta terminato l'inserimento, il momento dell'accoglienza
è incentrato su un sereno saluto tra bambino
e genitore. Il bambino, all'arrivo, si spoglia, appende
i vestiti, mette le pantofole, poi saluta il genitore
sulla porta dell'aula: da subito comincia l'educazione
all'indipendenza e all'autonomia. Entra in una nuova
casa tutta per lui e per i suoi compagni, sceglie un
gioco o un'attività, ritrova un amico oppure
osserva per un po' l'ambiente; proprio quest'ultimo
ha principalmente il compito di accoglierlo. L'incontro
tra genitore e insegnante si deve limitare ad un breve
contatto per le indicazioni della giornata. L'educatrice
sarà vigile e presente, ma non si imporrà
al bambino. Le risposte ai propri bisogni individuali
egli le otterrà lavorando in un ambiente adatto,
predisposto e costantemente curato per lui.
IL PRANZO
I
bambini e le insegnanti pranzano in classe: l’ambiente
deve, infatti, essere conosciuto, familiare e rassicurante.
Il momento del pranzo va considerato come un’attività
vera e propria: il bambino pranza senza i genitori in
una collettività in cui devono essere rispettate
delle regole. Gradualmente acquisisce padronanza, autonomia,
sicurezza e senso di responsabilità. I bambini
che si offrono per apparecchiare la tavola, vanno in
bagno, si lavano le mani ed indossano un apposito grembiule.
Ognuno sceglie il tavolo che vuole apparecchiare e un
bambino fa il "capocameriere". Il compito
di quest'ultimo è quello di fornire agli altri
camerieri i piatti, le posate, i bicchieri, le brocche
dell’acqua e tutto ciò che occorre per
apparecchiare la tavola. I camerieri dispongono ordinatamente
le tovaglie sui tavoli, poi con un vassoio vanno dal
capocameriere a prendere tutto il necessario. Nel frattempo
altri bambini ricevono l’incarico di servire a
tavola. Per adempiervi con cura essi pranzano con i
bambini scuola primaria, prima dei
loro compagni. Quando hanno terminato, è arrivata
l’ora del pranzo per tutti gli altri che si sono
preparati lavandosi le mani. Ci si accomoda a tavola, ognuno indossa il proprio bavaglino e attende
in modo composto e tranquillo che gli venga servito
il cibo dalle insegnanti e dai compagni. Quando tutti
hanno finito, ripongono il bavaglino e si preparano
per andare a giocare.
LA RICREAZIONE
Durante la ricreazione, i bambini possono giocare liberamente e scegliere le attività preferite. Le insegnanti ed i bambini vanno nelle palestre e, quando il tempo lo permette, escono nella parte del cortile a loro riservata. E’ dato ampio spazio alla libera espressione del bambino e sono
messi a disposizione diversi materiali: costruzioni,
tricicli, palle, tappeti, cilindri, la casetta in miniatura.
I bambini imparano a stare insieme e a relazionarsi;
le insegnanti, mediante un’accurata osservazione,
li seguono e li guidano nell’evoluzione dal gioco
individuale e prettamente simbolico ad un gioco di gruppo
con regole da rispettare, spazi e materiali da condividere,
punti di vista differenti da mettere a confronto. Nel
gioco i bambini esternano ciò che hanno dentro
e questo permette di conoscere meglio i loro stati d’animo,
le loro paure e i loro bisogni.
IL MOMENTO DEL SONNO
Dopo pranzo è previsto per i bambini che ne hanno necessità, il momento del relax e del sonno. La presenza a turno delle insegnanti
garantisce la necessaria sicurezza affettivo-emotiva.
Come per il pranzo, anche il riposo viene fatto in un’aula
appositamente allestita con piccole brande ed i relativi
lenzuoli. E’ necessario portare da casa una copertina
ed un cuscino e, per chi lo desidera, un peluche o una
bambola ed il ciuccio, che piano piano il bambino si
abituerà ad abbandonare. Le insegnanti invitano a scegliere il posto e a togliere le pantofole. Poi, si mettono vicino ai bambini accarezzandoli e rassicurandoli
fino al sonno. I bimbi verranno risvegliati con tenerezza, condotti in bagno ed aiutati
a rimettersi in ordine e a prepararsi per l’uscita.
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